KICHSTARTER

La ricetta preferita della mia pizza al metro !!!




Alimentazione sana, ingredienti di pregio, ritorno all’agricoltura, farine da grano integrale e ricche di fibre, digeribilità, ricerca dell’origine italiana: temi noti che di recente interessano diffusamente anche il mondo della pizzeria italiana.

 si parte dalla scelta delle farine e dalle diverse tecniche di creazione e “gestione” del lievito madre (legato o in acqua), poi si passa alla messa in forma, al condimento e alla cottura

LA Farina  " Petra"   la migliore per qualità...








  • Farina500 GRAMMI
  • Acqua250 MILLILITRI
  • Sale10 GRAMMI
  • Lievito Madre10 GRAMMI
  • Olio Extra Vergine Di Oliva10 MILLILITRI






LIEVITO MADFRE :    " Prendo un pezzo di lievito madre maturo, lo metto all'interno della farina, aggiungo un pò d'acqua e comincio a lavorare. Non metto il sale perchè il sale a contatto con i lieviti li fa inibire. Il sale va sempre per ultimo. Aggiungo l'olio e lavoro ancora. Solo ora aggiungo il mio sale. Continuo ad impastare bene al fine di ottenere un impasto liscio e omogeneo. La farina migliore è quella macinata a pietra, che tra l'altro richiede anche meno sale perchè è naturalmente salata. Quando il panetto è pronto lo mettiamo da parte a fermentare per 6-8 ore. Dopo 6-8 ore l'impasto è molto omogeneo, ricco d'aria ed estensibile".
Nell'impasto si raccoglie tantissima aria.Aria




CONSIGLI
State sempre attenti a non mischiare il sale con il lievito, giacché questa svista potrebbe causare dei problemi durante la lievitazione.






CURIOSITÀ
Il nome pizza, secondo l'etimologia più accreditata, potrebbe essere correlato al dialetto napoletano, "pinsa", a sua volta dal verbo "pinsere", cioè, picchiare.











Stesura
Pala


A  












Giugno scorso ha compiuto 125 anni, ma resta la più amata 


dagli Italiani. Stiamo parlando della Margherita, la pizza tricolore (mozzarella, pomodoro e basilico) che - stando alle ricostruzioni storiche – vide la luce proprio la sera dell'11 giugno 1889 quando la regina Margherita di Savoia, moglie di Umberto I, chiese di assaggiare la famosa pizza venduta dai pazzarielli ambulanti nei vicoli della città che le veniva decantata dai domestici. A prepararla fu chiamato Raffaele Esposito, primo pizzaiolo di quella che oggi è l'Antica Pizzeria Brandi, a pochi passi dal Palazzo Reale. La regina ne chiese espressamente tre tipi diversi: una condita con formaggio, basilico e strutto (la mastunicola oggi tornata di moda), una con i cecenielli (minutaglia di pesce) e una con pomodoro e mozzarella.

Su quest'ultima la moglie di Esposito propose di aggiungere una foglia di basilico a evocare i colori della bandiera italiana 


in omaggio alla Regina, da cui la pizza prende il nome... 




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